AIkido
|
“via dell’armonia con l’energia universale” arte marziale giapponese creata da o sensei ueshiba morihei |
Ashigaru |
Soldato di fanteria, un rango più basso di samurai ( letteralmente: appiedato) |
Bakufu |
Il governo dello shogunato nel giappone feudale |
Bu |
Marziale, guerriero |
Bubishi |
Spirito dell’arte marziale |
Buchikara |
Potenza dell’arte marziale |
Budo
|
Via dell’arte marziale. Tale termine è composto da due ideogrammi “bu” e “do”. Il carattere giapponese “bu” (che viene comunemente tradotto con il termine marziale) deriva dalla composizione di due caratteri che significano “fermare” e “alabarda-lancia”; da ciò si desume che il significato originario fosse “fermare la lancia”. E’ in tale significato originario che il karate affonda le proprie radici, infatti per colui che pratica l’arte la via migliore per prevenire la violenza è quella di coltivare il carattere individuale. In ultima analisi la via “do” del karate è quindi equivalente alla via del “bu”, intesa nel senso di prevenire, o evitare il più possibile la violenza |
Bujin |
Militare |
Bujutsu |
L’insieme delle arti marziali giapponesi,pratica di combattimento |
Busan |
Creativita’ marziale |
Bushi |
Nobile guerriero, “uomo” (shi) delle “armi” (bu) |
Bushido
|
“via del guerriero” . Con questo temine si indica l’insieme delle regole che codificavano il comportamento osservato dai samurai |
Bushi no nasake |
Lett.: “tenerezza del guerriero”, la capacità del guerriero di provare compassione ed esprimere i propri sentimenti “positivi”. |
Butokukai |
L’istituzione ufficiale giapponese dei tempi della 2° guerra mondiale sotto la cui guida si ebbero le più profonde modifiche di arti marziali come karate e judo, per trasformarle in pratiche sportive di tipo agonistico |
Chonin |
Mercante |
Chugi |
Devozione |
Daikan |
Magistrato |
Daimyo |
Signore feudale |
Do (tao in cinese) |
Via, percorso, cammino. Il carattere giapponese “do” è lo stesso carattere cinese usato per il tao “taoismo” . In generale indica la ricerca della”via” per il raggiungimento della perfezione dell’individuo attraverso la pratica dell’arte e il rispetto dei suoi principi. Nel karate indica la “via” per migliorare il carattere di ciascuno attraverso l’allenamento. |
Dojo
|
Letteralmente “luogo della via” o “luogo dell’illuminazione. Indica il luogo dove di pratica il karate |
Dojo-kun
|
“regole del dojo”: 1. Cerca di perfezionare il carattere 2. Percorri la via della sincerità 3. Rafforza instancabilmente il tuo spirito 4. Osserva un comportamento impeccabile 5. Astieniti dalla violenza e acquisisci l’autocontrollo |
Edo |
Periodo 1603-1867 della dominazione della famiglia di shogun togukawa |
Ekkinkyo |
Metodo di addestramento fisico insegnato da bodhidharma, basato sull’asserzione dell’unità tra spirito e corpo |
Gei |
Arte |
Gendo |
La via dei poteri |
Gi
|
Abbigliamento per la pratica dell’arte. Nel karate tradizionale, il gi è formato da giacca e pantaloni di cotone bianco, l’unico fregio consentito è l’emblema della federazione o del dojo sul petto a sinistra e il nome del praticante, in caratteri giapponesi, sull’angolo inferiore della giacca. Tale abbigliamento è stato mutato dal judo dal m° funakoshi in alla prima dimostrazione in pubblico effettuata alla presenza del m° j. Kano presso il kodokan di tokio |
Goju ryu |
Stile di karate-do di area shorei creato da sensei miyagi chojun |
Gorin no sho |
“il libro dei cinque anelli” : testo sulla strategia dell’arte della spada scritto da miyamoto musashi |
Goshin do |
La “via” dell’autodifesa |
Gozoku |
Feudatari locali |
Ha |
Corrente all’interno di un ryu (scuola, stile) |
Hatamoto |
Feudatario diretto dello shogun |
Heiho |
“via della pace”, strategia di combattimento |
Heimin |
Sudditi comuni |
Hiden |
Trasmissione segreta |
Higi |
Tecnica segreta |
Hyakushu |
Contadini, agricoltori |
Hombu dojo |
Termine utilizzato per riferirsi alla scuola principale di un’organizzazione |
Iai |
Esercizio di combattimento nel quale i due avversari si fronteggiano seduti in seiza |
Iaido |
L’arte di sfoderare la spada |
Ikebana |
Arte di disporre i fiori |
Jitsu |
Arte o piu’ propriamente “tecnica”. Anche “jutsu” |
Jo seki |
Lato superiore del dojo (a destra guardando shomen). Secondo la tradizione collocato a sud. |
Joza |
“sede superiore” del dojo, altro nome per shomen (vedi) |
Ju jitsu |
“arte della cedevolezza”; arte marziale giapponese a mani nude |
Judo |
“via della cedevolezza”; arte marziale giapponese creata da o sensei kano jgoro come evoluzione del ju jitsu |
Jumonji |
Taglio trasversale |
Kabuki |
Forma di teatro classico giapponese |
Kado |
La “via dei fiori”: arte delle composizioni floreali |
Kami |
Al di sopra. Gli dei della religione shintoista |
Kamikaze |
“il vento degli dei”: durante la seconda guerra mondiale indicava i combattenti che si suicidavano con i loro aerei contro obbiettivi militari nemici |
Kamiza |
Sede superiore del dojo. Anche “jo-za” o “shomen” |
Kana |
Sillabario semplificato giapponese sulla base dei più complicati ideogrammi cinesi (kanji) |
Kanji |
Ideogrammi cinesi che formano la base del linguaggio scritto giapponese |
Karate
|
Letteralmente”mano vuota” anticamente il termine utilizzato era “to-de” (mano cinese). L’ideogramma “to” si pronuncia anche “kara”, ma diversamente dal significato di “to” “cinese” o “ della cina” il suono dell’ideogramma “kara” significa “vuoto” : all’inizio del xx° secolo il m° g. Funakoshi inizia ad utilizzare la pronuncia “kara-te” e non più la precedente “to-de” modificando anche l’ideogramma corrispondente. Il nuovo ideogramma r il relativo significato oltre ad essere in accordo con lo spirito nazionalistico giapponese di quel periodo, conferisce al nuovo significato una più profonda accezione che trova riscontro nella filosofia del buddismo zen. Pertanto, il significato più diffuso di “mano” e di “vuoto” indica non solo il fatto che il praticante non utilizzi armi, ma anche una ricerca dell’astrazione da se’ stessi, la ricerca del vuoto obbiettivo dello zazen; lo stesso m° zen taisen deshimaru ha più volte sottolineato come l’astrazione aiuti il praticante di qualsiasi arte isolandolo dalle proprie emozioni rendendolo indipendente dall’atteggiamento di chi, o di cosa lo circonda |
Karate do |
Letteralmente “la via del karate” |
Karo |
Luogotenente |
Kata
|
“forma”. Con questo temine si indica una sequenza prestabilita di tecniche. Ogni stile viene differenziato sostanzialmente dai vari kata codificati, nello shotokan se ne contano 26. Il kata rappresenta l’eredità delle conoscenze acquisite nell’arte da antichi maestri. Tali conoscenze sono state sostanzialmente celate dagli stessi all’intero delle sequenze secondo il principio per il quale solo gli iniziati all’arte potevano accedere e comprendere tali informazioni |
Katakana |
Uno dei sillabari per la trascrizione in ideogrammi fonetici dei termini occidentali |
Kendo |
Via della spada, arte marziale sviluppata dal ken jitsu |
Ken-jitsu |
Tecnica della spada, scherma tradizionale giapponese |
Kempo |
Termine generico che comprende i sistemi di combattimento che utilizzano mani e piedi. La legge del pugno. Arte di combattimento cinese introdotta ad okinawa intorno al 1600. |
Ki
|
Mente, spirito, volontà, energia vitale, energia universale (in cinese ci). Questa definizione che risulta purtroppo generica deriva dal fatto che è un termine che non poteva essere tradotto con una singola parola. Il ki rappresenta sia l’energia interiore del karateka (l’essenza vitale del suo spirito) che l’energia che permea tutto l’universo. Il miglior utilizzo del ki attraverso l’arte marziale è l’obbiettivo finale del karateka. |
Kiai
|
Con questo temine si indica il grido che il karateka emette assieme alla tecnica per conferire la massima energia al singolo movimento. E’ un suono forte e profondo causato dalla violenta contrazione del bassi muscoli addominali “sotto il diaframma hara”. Anche per questo termine il significato è più esteso, infatti oltre ad indicare la massima concentrazione psico-fisica dell’atleta in un unico istante,rappresenta, secondo un principio zen, l’unione dell’energia vitale dell’universo con la singola volontà dell’individuo: il kiai, per coloro che hanno raggiunto alti livelli nello studio dell’arte, può essere espresso in totale silenzio ed avere la stessa efficacia in quanto esprime l’unione della forza fisica con quella mentale. |
Ki ko |
Esercizi di rafforzamento energetico |
Kime
|
Focalizzazione dell’energia. Tale termine richiama un concetto fondamentale nell’allenamento, l’energia mentale e fisica (la forza) deve essere concentrata sull’atto senza alcuna riserva da parte del praticante. |
Kobudo |
“antiche arti marziali”. Disciplina marziale sviluppatasi ad okinawa in cui vengono usate le armi non convenzionali quali sai, tonfa, bo, nunchaku, kama, eku |
Kokoro |
“spirito, cuore”. Nella cultura giapponese lo spirito risiede nel cuore |
Kun |
Precetti, sistema di pronuncia giapponese dei caratteri cinesi kanji |
Kyudo |
“la via dell’arco”; arte marziale giapponese di tiro con l’arco |
Makoto
|
“sincerità”. Con tale termine si indica un sentimento di assoluta sincerità che presuppone una mente pura e libera dai pensieri quotidiani. Il praticante durante il suo allenamento deve elevare la propria concentrazione mentale al di sopra del quotidiano confrontandosi con il proprio avversario o, in ultima analisi, con se stesso, senza pregiudizi o preclusioni; utilizzando un termine caro ai maestri zen “mushotoku” che significa “ senza scopo ne spirito di profitto”. Solo con questo atteggiamento il praticante potrà raggiungere livelli di comprensione della “via” sempre più elevati. |
Meiji |
Periodo comprese tra il 1868 e il 1912 corrispondente al regno dell’imperatore meiji |
Michi |
Via, itinerario (sinonimo di do) |
Midare |
Esercizio di combattimento caratteristico del karate shotokai in cui si schivano gli attacchi portati da uno o più avversari |
Mikado |
Imperatore giapponese |
Mokuso |
“meditazione”. L’allenamento, spesso inizia e finisce con un breve periodo di meditazione . Lo scopo della meditazione è di liberare la mente e, per questo, la respirazione è fondamentale. La posizione è di seiza , le mani sulle cosce oppure unite con le dita a formare un ellisse; lo sguardo fisso ad una distanza di circa quattro metri di fronte, senza mettere a fuoco nulla e ad occhi socchiusi; la lingua deve poggiare senza sforzo dietro gli incisivi superiori toccando appena il palato: l’inspirazione viene eseguita velocemente ”immagazzinando energia”, per un attimo poi si porta la respirazione al ventre comprimendo con il diaframma, per iniziare poi la distribuzione dell’energia con l’espirazione che deve essere molto lenta: mentre l’aria contenente le impurità esce, l’energia viene compressa dal diaframma e fluisce nel corpo come l’acqua che, compressa in un circuito , fluisce in tutti i tubi. |
Mushashugyo |
Viaggio effettuato da un samurai per approfondire la sua arte di combattimento |
Mushin
|
“assenza di mente”. Lo stato di vuoto mentale in cui si ha la massima libertà e flessibilità di adattamento; in tale stato l’adattamento avviene senza tempi di reazione cioè senza bisogno di pensare a ciò che avviene (immediatamente). In altre parole senza soffermarsi o porre attenzione specifica su alcun chè. Reattività allo stato puro. E’ opportuno ricordare che il termine “vuoto” assume nel caso specifico un significativo particolare e più affine ad una interpretazione zen, infatti non indica, secondo una interpretazione occidentale, una completa assenza di materia ma bensì uno stato dove il “tutto” è ricompreso. Al fine di rendere comprensibile tale concetto risulta utile richiamare uno dei principi zen: l’essenza di tutte le cose è celata dai pensieri che affollano la nostra mente. Come in uno specchio ricoperto dalla polvere e dalla sporcizia che non può riflettere la realtà; solo se riusciamo ad eliminare tali ostacoli potremo comprendere l’universo. |
Mushin no shi |
Concetto zen della “mente senza mente” |
Mushotoku |
Senza scopo ne’ spirito di profitto |
Muto |
Tecnica per combattere senz’arma un uomo armato di spada |
Naha |
Villaggio di okinawa a cui si associa lo stile naha-te, uno dei tre stili originali del to-de (vedi) e da cui deriva il goju-ryu |
Nippon kempo |
Boxe giapponese nata negli anni ’50 sulla base del karate e del ju jitsu; creata dal monaco doshin so |
No |
Antichissima forma di teatro giapponese |
Okinawa |
Isola dell’arcipelago delle ryu kyu |
Okinawa te |
“mano di okinawa”; tecniche di combattimento a mano nuda originarie dell’isola di okinawa che sono all’origine del karate |
Oyo |
Anche “ohio”. Punto chiave di un kata, adattamento di una sequenza all’applicazione pratica in condizioni reali (cfr. Con bunkai). |
Rinzai |
Setta zen in cui lo zazen è il metodo per raggiungere il satori |
Ritsu zen |
Esercizio di rafforzamento energetico eseguito in piedi |
Ronin |
Samurai senza padrone |
Ryu |
Tradizione, scuola, stile, metodo |
Sado |
La “via del tè” |
Samurai |
Soldato di ventura giapponese, sinonimo di bushi. Guerriero del giappone feudale al servizio di un padrone |
San |
Signore |
Satori |
Illuminazione, risveglio alla verità cosmica |
Sesshin |
Periodo intensivo di meditazione in zazen |
Shiatsu |
Digitopressione tradizionale giapponese |
Shiho wari |
Rottura delle tavole nelle quattro direzioni |
Shikantaza |
Concentrarsi nella pratica dello zazen |
Shimo seki |
Lato inferiore del dojo, a sinistra guardando shomen |
Shimo za |
Sede inferiore del dojo, il lato opposto a shomen e dal quale si entra sul tatami |
Shin
|
Parte centrale, nucleo, anima, cuore. Nella filosofia zen si usa dire che l’insegnamento si trasmette dal maestro all’allievo secondo il principio “ shin de shin” cioè da cuore a cuore |
Shinto |
“la via degli dei”; religione politeista giapponese |
Shito ryu |
Stile di karate-do creato da sensei mabuni kenwa |
Shodo |
La via della calligrafia |
Shogun |
Alto dignitario feudale che, sotto il regno degli imperatori del giappone, deteneva il potere effettivo |
Shorei |
Stesso significato di shorin (vedi), sono due modi di pronunciare “shaolin” rispettivamente nelle regioni di naha e shuri ad okinawa. Le tecniche shorei fanno riferimento agli stili del sud della cina e sono basate più sulla forza e sulla corta distanza. |
Shorin |
Piccola foresta, sta ad indicare il tempio cinese di “shaolin”. Rappresenta le tecniche che fanno riferimento al nord della cina, cioè tecniche basate sulla velocità e sull’agilità, con posizioni generalmente ampie. |
Shoto |
Letteralmente “onde di pino”: pseudonimo con cui il m° g. Funakoshi firmava le sue poesie |
Shotokai |
Collegio (kai) di shoto. Stile sviluppato dal maestro shigeru egami |
Shotokan
|
Nome dello stile di karate del m° g. Funakoshi. Il termine è formato da due ideogrammi shoto “ onde di pino” e kan “casa, scuola”: inizialmente era il nome del primo dojo del maestro (ora sede della japan karate do shotokai association) e successivamente, venne utilizzato anche per indicare lo stile praticato e sviluppato da sensei funakoshi yoshitaka quale evoluzione della scuola del padre |
Shuri |
Villaggio di okinawa a cui si associa lo stile shuri-te, uno dei tre stili originali del to-de (vedi). Era la sede della reggia dei signori giapponesi che governarono l’isola nel periodo di maturazione del karate. Vi nacque il maestro funakoshi. |
Sokui zuke |
Tecnica nella quale si “incolla” la propria spada (o altra arma) a quella dell’avversario |
Soto |
Setta zen |
Sumo |
Lotta tradizionale giapponese |
Sutra |
Inno religioso |
Tanden o hara |
Il centro dell’energia, situato al di sotto dell’ombelico |
Tenno |
Imperatore giapponese |
To-de |
“mano cinese”, sinonimo di okinawa. Arte o tecnica cinese. Nome del karate a okinawa prima della sua esportazione in giappone ad opera del maestro g. Funakoshi |
Togukawa |
Famiglia di shogun che regnarono in giappone dal 1603 al 1867, sinonimo dell’epoca edo |
Tomari |
Villaggio di okinawa a cui si associa lo stile tomari-te, uno dei tre stili originali del to-de (vedi) |
Tomoe |
Termine giapponese per indicare il simbolo cinese del tao. |
Tote |
Karate di okinawa |
Wado ryu |
Scuola della via della pace; stile di karate-do creato da sensei otsuka hironori |
Zanshin
|
“attenzione” (della mente e del cuore): con questo termine si indica uno dei punti fondamentali dell’allenamento (e della vita) di un karateka. Mantenere l’attenzione è importante affinché si sia pronti in ogni momento ad eseguire una tecnica qualsiasi. Più in generale, nella vita, “zanshin” è la focalizzazione della nostra attenzione. Indica una intensa concentrazione pur essendo rilassati. Anche quando la propria tecnica è terminata si deve mantenere “alta la guardia” con il completo controllo delle nostre zanshin facoltà. |
Za-zen |
Meditazione zen |
Zen
|
Filosofia orientale di derivazione buddista che tende al raggiungimento della “illuminazione” mediante la pratica della meditazione |